Solidarietà al Mercatino: Ho.Bo.Sam, un ospedale per il Congo

Proseguiamo oggi a parlare dell’obiettivo principale del Mercatino di San Nicola: la solidarietà. Come tutti gli anni, i volontari della manifestazione raccolgono fondi per associazioni volte ad aiutare il prossimo. Uno dei progetti a cui andrà parte del ricavato è Ho.Bo.Sam. che a sua volta fa parte dell’associazione ONLUS Bandeko, che si preoccupa di migliorare le condizioni di vita e salute delle popolazioni di paesi disagiati. Più in particolare, Ho.Bo.Sam. consiste nella costruzione di un polo ospedaliero in Congo, che una volta completato potrà ospitare 150 persone. L’ospedale sta per essere ultimato a Munyenge, località a 60 chilometri da Kabindha, e servirà popolazioni di villaggi in un raggio di circa 150 chilometri.
I proventi di quest’anno poi saranno destinati in particolare all’acquisto di un apparecchio radiografico portatile, strumento per noi ovvio all’interno di una struttura sanitaria, ma che in una zona come il Congo, dove invece attrezzature simili sono una rarità, può aiutare a curare tante persone. Tutto questo grazie anche all’operato di Don Anacleto, parroco nativo del Congo, che con tanta dedizione e perseveranza, mantenendo i contatti tra il nostro e il suo paese, sta riuscendo in un’impresa che verrà ricordata per molto tempo in un paese dilaniato da guerre civili, lotte interne e continue epidemie.

La solidarietà al Mercatino: Abbraccio di Don Orione

Il Mercatino di San Nicola è festa, natale, mercatini cibi e musica, ma anche solidarietà e beneficenza. Parte da qui la nostra rassegna delle associazioni coinvolte nei progetti di solidarietà dell’edizione di quest’anno. Oggi proponiamo l’opera della ONLUS “Abbraccio di Don Orione”. Questa associazione nasce dall’esigenza di prevedere e provvedere alla istituzione di una casa di accoglienza per neonati nel 2006, che possa affiancare le strutture già esistenti sul territorio per far fronte all’incremento di necessità e richieste. I proventi raccolti quest’anno al Mercatino di San Nicola andranno, quindi, anche a questa associazione che provvederà al mantenimento della Casa Famiglia Abbraccio Don Orione. Sul luogo della manifestazione abbiamo intervistato due volontarie che ci hanno così descritto la loro passione per la solidarieta: “Fare la volontaria mi dà tanta forza – dice Grazia – ormai sono in pensione, piuttosto che stare in casa preferisco aiutare persone più bisognose di me, come i bimbi abbandonati, le persone anziane o i disabili”.
Come l’abbraccio è breve ma intensamente lascia trasparire affetto, gioia, disponibilità e comprensione, così l’Opera di Quezzi intende lasciare traccia nella giovane vita preparando e favorendo ogni possibile situazione per l’accoglienza

Un appuntamento di solidarietà che persiste nel tempo

Come consuetudine, anche quest’anno, il Mercatino di San Nicola devolverà il ricavato della manifestazione ad associazioni benefiche e di assistenza attive sul territorio genovese e non, che lavorano nell’ottica dell’accoglienza verso chi è in difficoltà e per fornire sostegno a chi si trova nella necessità di un aiuto, attraverso progetti concreti e mirati. Nel corso degli anni perciò sono state tante le associazioni e organizzazioni che hanno ricevuto il ricavato dalle manifestazioni passatem quali la Caritas, il Centro La Salle, l’Associazione Gigi Ghirotti, il CEIS per il recupero dei tossicodipendenti, la Croce verde pubblica assistenza, l’Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare, l’Associazione Ligure per i minori.
Anche quest’anno, quindi, i volontari dell’Associazione Mercatino di San Nicola sperano di ripetersi e raggiungere i nobili obiettivi prefissati: «Sono sicura che la generosità dei visitatori del Mercatino sarà confermata ancora una volta – ha affermato Marta Cereseto, Presidente dell’Associazione Volontari Mercatino di San Nicola – Nel 2009 siamo riusciti a raccogliere ben 35 mila euro e mi auguro di poter superare questa già straordinaria somma. Quest’anno, infine, ospitiamo ben oltre trenta associazioni che ci auguriamo possano avere maggiore visibilità e vendere quindi i loro prodotti artigianali grazie ai quali finanziano le loro attività benefiche».