Gli antichi mestieri: il soffiatore di vetro

Comincia oggi la nostra rassegna sui vecchi mestieri e sugli artigiani presenti al Mercatino di San Nicola 2010.  Oggi vi presentiamo Mario, soffiatore di vetro, mestiere ormai sempre più raro che persiste grazie ad alcuni fedelissimi che mettono tanta passione in quello che fanno.
Mario che fa questo mestiere da oltre trent’anni, abitualmente lavora ad Altare, in provinicia di Savona. Qui, da giovane, impara dal suo maestro Amanzio Bormioli la delicata arte del lavorare il vetro, secondo la più tradizionale tecnica della “lavorazione a lume” (tipica di Altare), ossia mediante l’uso di ossigeno e gas. In pratica il Pirex, un cristallo sintetico in tubi vuoti o bacchette piene, che costituisce la materia prima del soffiatore di vetro, viene lavorato con fiamma ossidrica a 1.300 gradi, plasmato e modellato secondo le specifiche del caso. Mario afferma che ogni suo lavoro è unico, è più difficile fare due pezzi uguali che due totalmente diversi. Dopo la lavorazione “a caldo” i prodotti vengono colorati dall’interno a mano da Cristina, moglie di Mario, con l’ausilio di un pennellino o di un compressore .  Abbiamo voluto chiedere cosa si prova a lavorare il vetro, cosa sta dietro alla passione per un mestiere così antico e pregiato. “Il vetro è come una bella donna – afferma Mario – all’inizio è freddo. Poi, scaldandolo lo riesci a modellare a scoprire, lo ami e ti ricambia. E’ un mestiere che si fa solo esclusivamente per amore”.

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